Le stazioni italiane in stato di abbandono

Treno

La stazione del treno. Un antico fulcro del vivere sociale. Un luogo in cui socializzare, aspettare comodamente il treno. Il centro della vita di un paese. Oggigiorno invece, se si escludono le stazioni medio-grandi, assistiamo ad una situazione  di semiabbandono, anche laddove i treni continuano a fermarsi con regolarità. Mancanza di biglietterie, di sale d’attesa, di bar o esercizi commerciali, in alcuni casi anche di panchine. Marciapiedi dissestati e invasi dalla macchia; strutture fatiscenti, arruginite e con vetri rotti.

Ecco, fa veramente tristezza nel 2011 mostrare un video come quello da me realizzato in una qualunque stazioncina, ridotta in uno stato pietoso. Questo perchè uno stato civile dovrebbe investire su quelli che reputo servizi alla collettività, come il tenere in modo decoroso le stazioni. Servizi che, inevitabilmente, a  differenza dell’altà velocità, non possono essere gestiti in attivo, per il semplice motivo che il profitto è molto difficile da realizzare in questi casi. Ma il beneficio per la collettività, per i residenti, pendolari, e anche per il turismo, va oltre le mere motivazioni economiche:  è una questione di immagine, di bellezza, di decoro, di senso del vivere civile.

La stazione in questione è Ripafratta, comune di San Giuliano Terme,  provincia di Pisa, sulla linea Lucca-Pisa; stazione, è bene tenerlo presente, in cui fermano regolarmente parecchi treni al giorno. Ma ora basta . . . → Leggi tutto: Le stazioni italiane in stato di abbandono

Una cartolina tartaruga: non ci siamo

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Una cartolina, con timbro palermo 08/08/08 (sembra uno scherzo, ma ci sono pur sempre 12 giorni in ogni secolo in cui giorno mese e anno hanno lo stesso numero) mi è arrivata il 18/08/2008. Naturalmente, visto che oramai è obbligatorio, era affrancata con francobollo di posta PRIORITARIA. Penso che considerare veloce o prioritario un tempo di 10 giorni sia assolutamente grottesco, ma è questo lo stato penoso in cui versano le nostre poste. Un (solo) giorno di festa e l’agosto non possono essere un alibi. Costano, e costano care, ma il servizio è scadente e non affidabile. A Poste italiane, dopo un periodo (qualche anno fa) di netto miglioramento, assistiamo da anni ad un peggioramento costante. Vabbè, oramai le poste se ne fregano delle poste: hanno deciso di essere una banca. Rende di più ed è meno faticoso. Ovviamente fermarsi alle poste sarebbe delittuoso: non funzionano le ferrovie, praticamente allo sbando; non funziona Alitalia, sulla quale è bene stendere un velo pietoso; non funzionano salvo eccezioni tutti i trasporti locali. L’acqua è mal gestita in moltissime zone. Il telefono grazie alla concorrenza, funziona, ma restiamo, soprattutto sulla telefonia mobile, tra i più cari d’europa e del mondo occidentale in genere. E non parliamo di altri servizi che è meglio. Un paese che si voglia dire civile non può pensare solo a tagliare: . . . → Leggi tutto: Una cartolina tartaruga: non ci siamo