Di Andrea Ciampi, il 26/08/2010
Vi presento due libri che ho personalmente trovato decisamente illuminanti.
IL primo è Pane e Bugie, di Dario Bressanini.
Troppe volte siamo soggetti a un sacco di slogan dal punto di vista alimentare. Senza rifletterci più di tanto, pressati dalle mode del momento, diamo credito a certe idee, e abbiamo paura di altre idee. Un esempio gli OGM, di cui Bressanini parla molto in questo libro. Abbiamo paura degli OGM nonostante mangiamo la maggior dei prodotti a base di grano derivanti da modificazioni genetiche ottenuti tramite radiazioni nucleari (e quindi causali). Eppure non ci spaventa questo, bensì che delle modifiche ipercontrollate possano nuocerci. C’è la tendenza ad aver paura di tutto ciò che è nuovo, di tutto ciò che è “artificiale”, di tutto ciò che è moderno. Eppure la scienze ci viene in aiuto per difendere la qualità della vita, perchè non tutto ciò che è antico, o “naturale” (Bressanini nega giustamente una differenza fra naturale e artificiale) è necessariamente migliorre di ciò che è moderno e “artificiale”. Vengono passati in rassegna, oltre agli OGM, i cibi biologici, e tante altre faccende di cui si parla senza un vero ragionamento scientifico, come la falsa notizia che il glutammato faccia male. Putroppo la stampa italiana, presa come è dal riportare senza criticità e approfondimento l’ultima ricerca, non fa mai una disamina completa di . . . → Leggi tutto: Pane e bugie: qui dobbiamo fare qualcosa
Di Andrea Ciampi, il 20/08/2008
Una cartolina, con timbro palermo 08/08/08 (sembra uno scherzo, ma ci sono pur sempre 12 giorni in ogni secolo in cui giorno mese e anno hanno lo stesso numero) mi è arrivata il 18/08/2008. Naturalmente, visto che oramai è obbligatorio, era affrancata con francobollo di posta PRIORITARIA. Penso che considerare veloce o prioritario un tempo di 10 giorni sia assolutamente grottesco, ma è questo lo stato penoso in cui versano le nostre poste. Un (solo) giorno di festa e l’agosto non possono essere un alibi. Costano, e costano care, ma il servizio è scadente e non affidabile. A Poste italiane, dopo un periodo (qualche anno fa) di netto miglioramento, assistiamo da anni ad un peggioramento costante. Vabbè, oramai le poste se ne fregano delle poste: hanno deciso di essere una banca. Rende di più ed è meno faticoso. Ovviamente fermarsi alle poste sarebbe delittuoso: non funzionano le ferrovie, praticamente allo sbando; non funziona Alitalia, sulla quale è bene stendere un velo pietoso; non funzionano salvo eccezioni tutti i trasporti locali. L’acqua è mal gestita in moltissime zone. Il telefono grazie alla concorrenza, funziona, ma restiamo, soprattutto sulla telefonia mobile, tra i più cari d’europa e del mondo occidentale in genere. E non parliamo di altri servizi che è meglio. Un paese che si voglia dire civile non può pensare solo a tagliare: . . . → Leggi tutto: Una cartolina tartaruga: non ci siamo
Di Andrea Ciampi, il 05/12/2007
Ogni giorno che passa mi capita di sentire alcuni luoghi comuni: in italia si sta bene perchè ogni fine settimana o periodo di vacanza le strade sono piene di gente che viaggia; i supermercati, ipermercati, maximercati e chi più ne ha più ne metta sono sempre zeppi di gente festante che si compra l’ultimo modello del telefonino, o del televisore lcd, o dell’ipod spaziale. Mi sento anche dire che le nuove generazioni sono di fannulloni, di individuo a cui manca un qualunque senso di indipendenza e responsabilità, che se ne stanno in casa fino a 30 anni e passa perchè sono mammoni ecc ecc. Ma una volta che si prova ad uscire dal luogo comune e si prova a riflettere sulla situazione, allora vediamo che le cose stanno in modo molto diverso. Io ho una mia spiegazione di alcuni questi fenomeni, che può ovviamente essere errata, ma che non dipinge un quadro così roseo di un paese che vorrebbe chiamarsi “Bel paese”. Vediamo innanzitutto il discorso dei consumi, soprattutto tecnologici, e dei viaggi. Tralasciando chi queste cose non se le può permettere mi sembra di vedere che chi se le permette lo fa perchè al giorno d’oggi è sempre più difficile permettersi alcuni beni di prima necessità. Dal momento che un uomo non è un animale e dalla vita vuole delle soddisfazioni, . . . → Leggi tutto: La convivenza tra due generazioni
Di Andrea Ciampi, il 31/10/2004
Due descrizioni sull’autunno, di Melania e Andrea
Melania
Una leggera brezza invade con insistenza gli animi delle ancora nude persone che ormai esauste abbandonano l’afosa e lontana estate. Una nuova forza sta invadendo con insistenza l’atmosfera terrestre… l’autunno è ormai arrivato e niente e nessuno potrà fermare il suo sonnifero che con il passare del tempo cadrà sulle calde pellicce di piccoli e grandi animali e, come per incanto rallenterà il loro battito, per farli resistere al suo pungente successore. L’ autunno passa…. e quasi inosservato i nostri occhi lucidi vedono scorrere le giornate su un calendario, non ci rendiamo conto di quanto questa stagione ci potrà regalare se davanti o noi abbiamo uno spettacolo da odiare! . Esso con la sua pazienza ordina al vento di urlare…… e alle nuvole di piangere…. Sbatacchia i piccoli ramoscelli di un albero ancora vestito a festa e lo spoglia della sua unica veste… denudandolo davanti a tutti, il povero albero lascia cadere stremato.. un manto colorato .. e l autunno come un Re passa senza timore davanti agli inchinati sudditi, sparpagliando con furore quel caldo manto al cielo…. lasciando solo, il piccolo albero… Nessuno può adorare tutto questo, ma infondo l’autunno mostra a noi la verità, la linfa di quello stupendo albero, i suoi secchi rami e il suo ruvido tronco sono davanti . . . → Leggi tutto: L’autunno
Di Andrea Ciampi, il 01/12/2002
L’anno nuovo è cominciato con la nascita di una nuova moneta unica: l’euro. Tutti abbiamo applaudito a questa positiva novità, incredibile fino a pochi anni fa. Con l’unione della moneta la società europea può compiere un passo notevole nella via dell’integrazione democratica fra i popoli. Ma che dire di ciò che ha diviso per secoli di storia dell’uomo i popoli, cioè della lingua? L’unione europea (senza pensare per ora al mondo) possiede una grande varietà di lingue: dalle lingue neolatine (italiano, francese, spagnolo) alle lingue anglosassoni (inglese, tedesco, olandese, ecc), alle lingue del ceppo ugro-finnico, ecc. Non parliamo del mondo. Una soluzione universamente adottata è quella di fare dell’inglese la lingua internazionale. Chi nasce nei paesi di lingua inglese nasce con la camicia, perchè avrà un notevole vantaggio nei confronti degli altri cittadini del mondo, soprattutto in un clima di grande concorrenza internazionale. Chi nasce in paesi dove si parlano altre lingue invece dovrà spendere anni, un bel gruzzolo e una fatica enorme per arrivare ad un livello decente nella comprensione dell’inglese. E tutti dicono: l’inglese è fondamentale, non si può non saperlo al giorno d’oggi. Bene, vi pare giusto tutto questo? Per me assolutamente NO. Non c’è nulla di più antidemocratico, lesivo dei diritti umani, e discriminatorio come il fatto di voler imporre l’inglese come lingua internazionale. Cento anni fa un . . . → Leggi tutto: L’esperanto
Di Andrea Ciampi, il 03/07/2002 La chat: chi è mai costei? E perchè vale la pena di essere considerata? La risposta è semplice: è un mezzo nuovo che mette in evidenza molti aspetti dell’animo umano; in aggiunta, è uno strumento molto utile e, allo stesso tempo, molto pericoloso. Cominciamo con un esempio. Il caso classico può essere un buon punto di partenza. Tizio entra in una qualunque chat generalista: è la prima volta che usa la chat. Gliene hanno parlato a lungo ma lui è sempre stato diffidente di queste nuove tecnologie. Come fa la gente a conoscersi in questo modo. Che senso ha “parlare” con qualcuno di cui non si conosce l’identità? Magari penso di parlare con una donna che è invece un uomo, o chissà cos’altro. Eppure aveva sentito anche di coppie che si sono formate, di innamoramenti, di delusioni. Ma non ci crede. Con questi dubbi Tizio si avvicina alla chat. Un amico gli aveva spiegato come entrare, e lui, con qualche difficoltà riesce finalmente ad accedere ad un canale. E’ naturalmente molto divertito di tutto questo: molte persone che si scrivono messaggi, che fanno strane faccine, che si dicono cose molto personali, ecc. Divertito comincia a chattare in canale e poi in privato con una ragazza, Caia, che lo incuriosisce. Senza rendersene conto, il tempo passa come una freccia…. In un’ora che sembravano 10 . . . → Leggi tutto: Le chat
Di Andrea Ciampi, il 30/10/2001 E’ mai possibile che oramai sia diventato un incubo muoversi? Ogni tipo di spostamento sta sempre di più diventando un tormento. E’ incredibile come nell’era in cui viene incoraggiata la mobilità spostarsi sia diventato così difficile. Purtroppo però non si può che notare come, dopo un lungo periodo di miglioramento dei trasporti, con più strade, più automobili, più aerei, ecc, negli ultimi anni il degrado degli spostamenti stia aumentando a ritmo vertiginoso. Nelle percorrenze brevi il peggioramento è stato notevolissimo: Parliamo delle città. Le infrastrutture sono sostanzialmente sempre le stesse (penso per esempio a Firenze, la mia città). Purtroppo però le auto sono aumentate a dismisura, e da vantaggio questa è diventata la nostra disgrazia. Viviamo in mezzo alle code, forse vittime anche del fatto che la gente si muove sempre alle stesse ore (altro problema), e del fatto che le amministrazioni non sono minimamente in grado di gestire il trasporto pubblico. Gli autobus, lungi dal migliorare, peggiorano. Insomma….muoversi in città è oramai un tormento. Pensiamo alle distanze brevi e medie, all’interno della regione. Qui la situazione è simile. Le ferrovie stanno subendo un degrado senza precedenti. Ho sempre pensato che, al di là di tantissimi discorsi, quello che veramente conta per poter offrire un buon servizio, almeno come condizione necessaria, è una buona rete ferroviaria. Bene..diamo un’occhiata a quante ferrovie sono state . . . → Leggi tutto: La pena dei trasporti
Di Andrea Ciampi, il 13/10/2001 Ecco dei dialoghi fra Simone, Igor e me, relativo al settembre-ottobre 2001
Simone, 19 dicembre 1999
Caro Andrea, ho visitato il vostro sito e l’ho trovato molto interessante e stimolante. L’idea tua e dei tuoi amici di creare uno spazio dove chiunque possa esprimere le proprie idee ed opinioni, libero da qualsiasi condizionamento per l’appartenenza o meno a questo o quello schieramento, è lodevole e deve essere incentivata. Alcune perplessità mi nascono dalla lettura del Programma, da te curato, di Indipendea. Vorrei quindi approfittare della libertà che mi offrite per esprimere le mie opinioni in proposito. Per prima cosa dalla descrizione del fine del movimento, cioè “Il bene di tutti, ovvero la massima felicità collettiva”, traspare una certa ingenuità che mal si addice ad un movimento che ha serie intenzioni di cambiare le cose. Il fine del movimento dovrebbe essere la realizzazione di uno stato di benessere nel quale ogni cittadino, e quindi la collettività, si trovi nelle condizioni di poter realizzare i propri obiettivi e quindi essere felice. Non può essere compito dello stato e della politica quello di dare felicità; quest’ultima deriva dalla realizzazione dei desideri e degli ideali di ciascuno. Lo stato di benessere che auspico deve derivare, come dici giustamente, da una maggiore libertà ed indipendenza del cittadino che dovrebbe guardare alle istituzioni come ad un gruppo . . . → Leggi tutto: Dialoghi di autunno 2001
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