Anno 2011. Web 2.0, social network, il mondo in rete. Eppure in Italia ancora non vogliamo sfruttare l’enorme potenzialità che la rete ci dà. Non occorre arrivare a pubblicare le dichiarazioni dei redditi dei cittadini (che sarebbe una clamorosa invasione della privacy) per facilitare la vita ai cittadini e avere un minimo di trasparenza nella pubblica amministrazione. Procedo per esempi, così almeno mi perdo meno in chiacchiere.
Mondo della scuola: ci sono delle graduatorie (non mi dilungo su quante ce ne sono e sul funzionamento, spesso perverso di ognuna di esse, per non indurre qualcuno al suicidio). Gli insegnanti aspiranti a entrare in ruolo o a fare delle supplenze hanno un punteggio, in base al servizio che hanno svolto presso le scuole, o ai titoli posseduti (lauree, master, ecc). Naturalmente è chiaro a tutti che ogni servizio svolto viene registrato dal ministero in un database informatico, e che ogni titolo posseduto compare in un altro database delle università, a meno che qualche hacker non sia intervenuto nel fare qualche scherzetto. Dato questo fatto, sappiate che i docenti che fanno domanda per entrare nella graduatoria o aggiornare il punteggio devono dichiarare tutto quello che hanno fatto (servizi e titoli), in un modulo cartaceo complicatissimo; ovviamente il tutto soggetto a controlli a campione, che avvengono sapete come? Forse consultando il database . . . → Leggi tutto: Trasparenza nella P.A. e internet: mission impossible

