Referendum 12-13 giugno: due NO per l’acqua, un SI e un altro NO

Rubinetto Acqua

Dopo aver scritto sull’inadeguatezza del referendum abrogativo, mi dilungo un attimo sul merito di questi quattro referendum del 12-13 giugno 2011. Innanzitutto ripeto che è necessario andare a votare. Non solo perché, come ho già scritto precedentemente, la strategia dell’astensione è a mio avviso moralmente, politicamente e democraticamente inaccettabile, ma anche perché sarei pronto a scommettere che il quorum verrà abbondantemente raggiunto, ed è quindi molto importante che chi voglia votare NO a qualcuno dei quattro quesiti vada a votare, senza cadere nell’ingenuità che il quorum non venga raggiunto. Si parla infatti moltissimo di questo referendum, e non vedo veramente come non si possa arrivare al 50% dei voti. Supereremo abbondantemente il quorum.

Personalmente sono per due NO sui quesiti sull’acqua/servizi pubblici locali, un SI per il quesito sul legittimo impedimento e per quanto riguarda il quesito sul nucleare penso che sia un quesito totalmente falsato dalle ultime vicende, per cui il voto su quel quesito non sortirà effetti in nessun caso. Voterò probabilmente NO. Ma andiamo con ordine.

I due quesiti sull’acqua, che per semplicità tratterò congiuntamente, riguardano l’affidamento dei servizi pubblici locali (compreso quello idrico) a privati o a società miste pubblico privato e la remunerazione del capitale investito. In pratica votando SI a entrambi i referendum la gestione dei servizi pubblici locali (acqua compresa) dovrà tornare completamente . . . → Leggi tutto: Referendum 12-13 giugno: due NO per l’acqua, un SI e un altro NO

L’inadeguatezza del referendum abrogativo

giustizia

Alla vigilia dell’ennesimo referendum a cui dobbiamo votare sono sempre più allibito. Allibito dal modo che abbiamo noi italiani di stravolgere la democrazia, creando dei meccanismi complicati e tortuosi che tutto sono salvo che democratici.

L’istituto del referendum, così come è oggi in Italia, non ha quasi nessun senso. Eppure lo dice una persona che considera il referendum come il più alto momento di democrazia e di partecipazione popolare. Ma non così com’è in Italia. Eppure tutto potrebbe essere cambiato con due semplici modifiche che prevedano in primis l’istituzione del referendum consultivo (quello abrogativo dovrebbe rimanere solo come meccanismo accessorio poco usato) e in secondo luogo l’eliminazione del quorum.

Mi spiego meglio. L’unico referendum ammesso in Italia, a livello nazionale, è quello abrogativo. Semplificando, c’è una legge, i cittadini a cui questa legge non piace raccolgono mezzo milione di firme, e (se la Corte Costituzionale lo ammette) si arriva al referendum. Raggiungendo il quorum di almeno la metà di votanti sugli aventi diritto, se vince il SI viene abrogata la legge; se viceversa vince il NO la legge resterà in vigore.

Questo meccanismo è assurdo, per una serie di motivi. Trovo innanzitutto assurdo che esista un quorum, dal momento che tutti hanno diritto di voto, e non c’è motivo alcuno di privilegiare la non scelta di chi è andato al mare sulla . . . → Leggi tutto: L’inadeguatezza del referendum abrogativo