Le chat

La chat: chi è mai costei? E perchè vale la pena di essere considerata? La risposta è semplice: è un mezzo nuovo che mette in evidenza molti aspetti dell’animo umano; in aggiunta, è uno strumento molto utile e, allo stesso tempo, molto pericoloso. Cominciamo con un esempio. Il caso classico può essere un buon punto di partenza. Tizio entra in una qualunque chat generalista: è la prima volta che usa la chat. Gliene hanno parlato a lungo ma lui è sempre stato diffidente di queste nuove tecnologie. Come fa la gente a conoscersi in questo modo. Che senso ha “parlare” con qualcuno di cui non si conosce l’identità? Magari penso di parlare con una donna che è invece un uomo, o chissà cos’altro. Eppure aveva sentito anche di coppie che si sono formate, di innamoramenti, di delusioni. Ma non ci crede. Con questi dubbi Tizio si avvicina alla chat. Un amico gli aveva spiegato come entrare, e lui, con qualche difficoltà riesce finalmente ad accedere ad un canale. E’ naturalmente molto divertito di tutto questo: molte persone che si scrivono messaggi, che fanno strane faccine, che si dicono cose molto personali, ecc. Divertito comincia a chattare in canale e poi in privato con una ragazza, Caia, che lo incuriosisce. Senza rendersene conto, il tempo passa come una freccia…. In un’ora che sembravano 10 minuti ha già parlato della sua vita, dei suoi problemi e delle sue aspirazioni. Trova questa ragazza fantastica, comprensiva, intelligente: e c’è uno stranissimo feeling, mai riscontrato prima d’ora. Spento il computer Tizio comincia a sognare: non ha ancora visto la ragazza, ma la immagina stupenda, quasi una Dea……e le sensazioni che prova sono molto forti. Senza rendersene conto nei giorni seguenti si scambiano una foto, si scrivono delle email piene di significato, si telefonano, si scrivono “ti amo”. E decidono di incontrarsi. Mi fermo qui, perché il seguito può essere fantastico, come orrendo e preferisco non andare avanti.

Il caso di Tizio è classico perché esprime uno dei casi più tipici della comunicazione mediata da computer, nel caso in cui non ci sia fra i partecipanti una conoscenza preliminare. Non è detto che si vada a finire all’amore: un discorso simile può avvenire anche in caso di amicizia (per esempio tra studenti di uno stesso corso completamente online o colleghi di lavoro che non si conoscono dal vivo).

Quello che si nota comunque in caso di non conoscenza fra i partecipanti è questo:

1. Abbattimento delle barriere. E’ tutto più facile, perché non c’è la barriera del vedersi e nel caso di chat testuali, del sentirsi e si combatte la timidezza. Soprattutto non c’è la presenza fisica e la conoscenza delle persone dall’altra parte. E’ troppo più facile raccontare le cose agli sconosciuti e soprattutto a chi non fa parte del tuo ambiente. Non c’è da difendere una identità già definita dall’ambiente sociale e soprattutto non ci sono ripercussioni finché si in un certo grado di anonimia. A questo si aggiunge la diffusa sensazione di essere in un gioco, in una sorta di videogame in cui gli altri individui sono solo personaggi che appaiano con la partenza del videogioco e scompaiono al momento in cui spengo tutto. Raramente, o comunque in modo più attenuato, c’è una vera sensazione di presenza fisica degli altri partecipanti alla chat. Detto questo bisogna notare un fatto: l’abbattimento delle barriere crea una maggiore disinibizione. Ma questo può voler dire una maggior sincerità come una maggior falsità. Nella mia esperienza personale ho notato che la stragrande maggioranza delle interazioni meno sporadiche si basano sulla sincerità, ma in quelle più sporadiche c’è una maggiore tendenza alla falsità e alla simulazione.

2. Immaginazione. La chiave di una comunicazione mediata dal computer che non sia anticipata da una conoscenza dal vivo è l’immaginazione. S’intenda, questa non è una pecularietà solo delle chat, ma nelle chat (e nelle altri modi di comunicazioni con il computer) l’immaginazione viene nettamente accentuata e costituisce il lato più affascinante e pericoloso delle chat. E’ chiaro che “vedendo” una persona che non si conosce molto, si tende a completare il profilo di quella persona in base alle nostre aspettative, desideri, sogni o aspirazioni. Nel caso di Tizio, nell’ambiente magico della chat, l’immaginazione prende il sopravvento, e tutto quello che non sa di Caia lo completa nel migliore dei modi. La lontananza fisica prolungata non fa che accrescere sempre di più questo enorme castello creato dall’immaginazione. Naturalmente nel caso di incontro il tutto si sconterà con la realtà, e da quest’incontro pericolosissimo può confermarsi tutto oppure no. Pericoloso perché il castello può anche crollare, ferendo gravemente chi vi ha abitato. Nella chat si va più in profondità. Questo aiuta, anche nei rapporti più informali a conoscere la persona che sta dall’altra parte più nei suoi lati profondi, caratteriali, di sensibilità, intellettivi, ecc., ma non permette di vedere altre caratteristiche come gli aspetti fisici, gli atteggiamenti, le espressioni e la vita in un certo ambiente. In un certo senso si vede prima quello che in una conoscenza “normale” si impiega tanto tempo a conoscere e non si vede quasi per niente quello che salta agli occhi dal vivo dopo pochi minuti. Ma la conoscenza profonda è più magica e più creatrice di sogni di una superficiale e quindi l’aspetto dell’immaginazione nelle chat è più pericoloso.

Come sono le chat oggi? Sicuramente uno dei problemi maggiori è lo squilibrio fra i sessi. Diversa è infatti l’esperienza di una donna (col nick femminile) o di un uomo (col nick maschile). La donna infatti non farà tempo ad entrare che si troverà di fronte a 50 uomini che vogliono parlare con lei. Non potrà gestire bene le conversazioni finchè non si nasconde e correrà il rischio di essere poco educata. L’uomo d’altra parte dovrà provare a parlare con 30 donne prima di avere una risposta….esagero, ma in gran parte è così. Questo squilibrio crea un disagio, qualunque sia lo scopo con cui si entra in chat e rende spesso le conversazioni vuote e fastidiose.

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