Di Andrea Ciampi, il 29/09/2001% Ecco un mio scritto del 1997. Vecchiotto ma sempre attuale
1. NATURA UMANA E CULTURA
Prima di addentrarci nel problema etico sarà utile capire qualcosa sull’essere umano, il vero oggetto dell’indagine. Tutti, quando nasciamo, abbiamo un corredo genetico ereditato dai nostri genitori che ci predispone ad affrontare il mondo in un determinato modo. Nasciamo uomini, non gatti, scimmie o serpenti e questo fatto ci richiama alla consapevolezza di avere un nucleo genetico comune a tutta la specie umana. Così come riconosciamo fisicamente un uomo da una scimmia, così possiamo riconoscerlo anche mentalmente. Certo, abbiamo differenze genetiche per cui Tizio non nasce uguale a Caio, ma queste differenze rispetto a quelle che limitano il confine della nostra specie sono ridotte. Tutto questo vale per noi come per gli altri animali. Ma c’è una differenza, una differenza fondamentale, che ci fa uomini, nel bene e nel male: la cultura. Per tutti gli altri animali, soprattutto per quelli più bassi nella scala evolutiva, le diversità fra membri della stessa specie si fermano alle differenze, peraltro non molto accentuate, fra i corredi genetici. L’apprendimento, l’esperienza e l’insegnamento degli altri non hanno molta importanza (anche se dobbiamo stare attenti a dire certe cose dopo alcune ricerche compiute su scimmie e altri animali abbastanza simili a noi). Per gli animali spesso è già tutto semi-programmato in partenza: l’ambiente . . . → Leggi tutto: Etica e 2000
Di Andrea Ciampi, il 28/09/2001% A volte mi capita di sentire la radio. Ascolto per esempio Radiouno spesso quando mi capita di essere in macchina per vari motivi. Avendo una radio degna di un museo non mi è possibile in realtà sentire una qualunque radio fm, e quindi la scelta è obbligata. E sulle onde medie, si sa, c’è poco altro. L’ascolto di qualche trasmissione ben fatta (zapping per esempio) mi ha fatto riflettere molto. Mi sono reso conto infatti come i toni della radio siano diversi da quelli della tv e ancor di più della carta stampata. Chiunque intervenga (conduttori, ospiti, telefonate degli ascoltatori), la radio è effettivamente un luogo in cui si discute. Non esiste uno spettacolo, un look, un modo di presentare le cose. Chi parla viene giudicato solo in base a ciò che dice. E così trovano spazio ancora delle caratteristiche che l’informazione e il dibattito moderno ha perso su altri media: la critica, la pacatezza, la tolleranza, la visione larga delle cose, l’ampiezza degli orizzonti. La mia sarà una polemica (sterile ovviamente, se potessi risolvere qualcosa probalbilmente non starei a scrivere qui..) su tutto il mondo dell’informazione nella nostra civiltà. Si dice quarto potere, come recitava anche il famoso film di Orson Welles…e mai definizione risulta più azzeccata. E’ un potere fortissimo, in grado di condizionare enormemente la vita delle persone, e spesso . . . → Leggi tutto: Il quarto potere
Di Andrea Ciampi, il 27/09/2001% Ecco come iniziò IndipenDEA, nel dicembre del 1999. Era ancora il vecchio secolo….ed era ancora il vecchio IndipenDEA. A titolo di curiosità, ecco di cosa si discuteva allora.
Intanto il “Manifesto”, di Andrea e Stefano
Un’organizzazione completamente nuova, priva di segreteria e presidente, costituita da comitati “liberi”, nel senso di potersi organizzare liberamente all’interno della propria realtà locale. All’interno di ogni comitato viene eletto un rappresentante che tiene i contatti con gli altri comitati e partecipa alle conventions nazionali. Sarà presente solo un comitato centrale con compiti non di indirizzo ma di coordinamento. Le decisioni riguardanti tutti i comitati vengono prese tramite meccanismi di democrazia diretta. Essendo un movimento privo di copertura finanziaria il mezzo di contatto tra i vari comitati sarà principalmente internet.
Poi le basi del movimento
Fine del movimento Il bene di tutti, cioè la massima felicità collettiva.
Principi fondamentali
Libertà e indipendenza Garantire la massima libertà possibile, nel rispetto del fine supremo e dei diritti fondamentali. Dunque meno leggi, meno vincoli, ecc.., se questi sono un ostacolo alla felicità di tutti. La libertà soprattutto delle idee, una libertà non solo formale e libera dalle coercizioni, ma anche sostanziale, libera cioè da tutti i pregiudizi e condizionamenti del mondo moderno. In una società oramai in cui viene proposta una valanga di informazioni, valori e modelli di comportamento, bisogna preservare . . . → Leggi tutto: Il passato di indipenDEA
Di Andrea Ciampi, il 27/09/2001% L’importante è continuare a vivere. Se tutto questo ci ferma allora lo scopo degli attentatori sarà quasi completamente realizzato. Di fronte ad una tragedia come questa abbiamo il dovere di fare in modo che non accada di peggio. Scrivevo un commento sulla ryanair poco tempo fa dicendo che i prezzi dei voli erano molto convenienti. Bene, guardate in questi giorni…Torino-Londra a lire 7.500+tasse. Treni con 3 ore di ritardo, caos economico ecc.. Gli effetti della tragedia sono talmente pesanti che stanno diventando una seconda tragedia, perchè molte delle nostre vite saranno influenzate a lungo da quello che è successo l’11 settembre. C’è comunque ancora una cosa che era nello scopo degli attentatori e che non è stato ancora raggiunto. Quella cioè di scatenare una guerra. Una guerra che mandi la nostra civiltà completamente nello scompiglio. Bisogna stare molto attenti. Gli attentati terroristici sono stati gravissimi. Ma non sono una guerra. Il nostro dovere è fare in modo di non entrare in nessun modo nella guerra, altrimenti la tragedia diventerebbe un’immane tragedia, facendo scivolare tutto il mondo nell’odio e nel terrore. Ad attentati terroristici dobbiamo rispondere come ci si aspetti da pesi civili: polizia internazionale, servizi segreti; colpire i colpevoli, con tutte le difficoltà. Ma mia e poi mai colpire uno stato o una comunità religiosa intera, perchè questo sarebbe un comportamento che porterebbe . . . → Leggi tutto: Facciamo attenzione
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